Venerdì, Settembre 10, 2010

Città del Madagascar

Nosy Be

Nosy be

La grande isola, l'isola più conosciuta in Madagascar, è l immagine mitica dell isola paradisiaca. Grazie alla sua posizione geografica e al suo clima unico, Nosy be permette di fuggire verso spiagge selvagge e mari incantati, dove la natura ancora regna incontrastata. Che siano le isole più vicine a Nosy be come Nosy Tanikely, Nosy Komba e Nosy Sakatia, sia quelle lontane come Radama o le Mitsio, ognuna conserva in se uno spettacolo irripetibile e di una bellezza unica nel suo genere.Sebbene conosciuta mondialmente, Nosy be è riuscita ancora a restare un po ai margini del turismo di massa conservando ancora il suo carattere genuino e selvaggio.

 

Nosy Be o Nossi-bé è un'isola poco al largo della costa nordoccidentale del Madagascar. Appartiene alla provincia di Antsiranana, e conta 60.000 abitanti.nosy be

In lingua malgascia, "nosy be" significa "grande isola". Storicamente, all'isola furono attribuiti diversi nomi nel corso dei secoli. All'inizio del periodo coloniale, nel XVII secolo, l'isola veniva chiamata Assada. Nomi malgasci alternativi sono Nosy Manitra ("isola profumata") o Antsirambazaha.

I primi abitanti di Nosy Be erano di etnia Sakalava; in seguito giunsero sull'isola piccoli gruppi di Antankarana, Zafinofotsy, abitanti delle Comore, indiani e Antandroy. Fu annessa al regno di Radama intorno al 1837.

Nosy Be è uno dei poli turistici principali del Madagascar. Altra risorsa importante è l'agricoltura: vi si coltivano, fra l'altro, caffè, cacao, vaniglia, cannella e ylang-ylang, da cui si estrae un'essenza usata nell'industria dei profumi (proprio da queste coltivazioni derivava il nome "isola profumata"). Fino a pochi anni fa, si coltivava anche canna da zucchero, ma con la scomparsa di Azihar Salim Karamasse direttore della fabbrica destinata alla sua lavorazione, la fabbrica ha chiuso e le piantagioni sono destinate a scomparire.
L'isola è dotata di un aeroporto (Fascene - codice aeroportuale IATA: NOS).

Nosy Be è un'isola vulcanica, situata alla latitudine sud 13° 21’ e longitudine est 40° 21’, a circa 8 km dalla costa del Madagascar, nel canale di Mozambico. Ha un'area complessiva di 300 km² e il punto più alto, costituito dal monte Lokobe, è 450 m s.l.m.. È circondata da un arcipelago di altre isole minori (molte delle quali attrezzate turisticamente), fra cui Nosy Komba (celebre per i lemuri macaco), Nosy Mitsio, Nosy Sakatia, Nosy Tanikely, le isole Radama e Nosy Iranja. Il capoluogo dell'isola è la città di Andoany.

Sull'isola ci sono undici laghi vulcanici, che costituiscono un'importante risorsa d'acqua per la coltivazione ed un ottimo habitat per i coccodrilli. Il paesaggio è molto vario e dominato da grandi colline e rilievi minori, come il già menzionato Lokobe e il monte Passot (350 m). La costa è frastagliata e ricca di insenature e piccole baie.

Il clima di Nosy Be è ideale per il turismo. 27 gradi di media con percentuali molto basse di umidità. Il Massiccio di Tsaratanana protegge l'isola dai forti venti di nord est che colpiscono il Madagascar in agosto, e le acque del canale di Mozambico sono calde in tutte le stagioni dell'anno. In estate (dicembre, gennaio e febbraio e marzo) l'umidità è elevata a causa delle piogge notturne e del caldo del giorno; nello stesso periodo l'isola, soprattutto la costa orientale, può essere interessata dal passaggio di cicloni.

L'isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar, che protegge quanto rimane della foresta pluviale tropicale che un tempo ricopriva interamente l'isola.

Su Nosy Be sono presenti diverse specie di primati tra cui alcuni endemismi quali il lemure macaco (Eulemur macaco), il microcebo di Claire (Microcebus mamiratra) e il microcebo di Lokobe (Microcebus lokobensis).
Tra le specie dell'erpetofauna (7 differenti specie di anfibi e 34 specie di rettili) meritano una menzione il camaleonte più piccolo del mondo (Brookesia minima) e la rana più piccola del mondo (Stumpffia pygmaea) [2], gli endemici Heterixalus tricolor e Platypelis milloti, ed infine l'Hoplobatrachus tigerinus, anfibio originario del subcontinente indiano.
Accertata inoltre la presenza sull'isola di 36 diverse specie di molluschi tra cui alcuni endemismi (Tropidophora felicis, Sitala brancsiki, Sitala filomarginata e Ampelita stumpffi).

 

Ambalavao

Ambalavao (o Anbalavao) è una città del Madagascar centrale, situata a sud di Fianarantsoa, in una zona semi-desertica nei pressi del massiccio di Andringitra.ambalavao

La zona è abitata da una popolazione principalmente di etnia Bara.

La città è piuttosto nota e rappresenta una tappa comune a molti itinerari turistici.

Le case sono esempi tipici dell'architettura dei Betsileo.

In città si trova una cartiera che produce la celebre carta antaimoro; introdotta in Madagascar dal popolo Antemoro e un tempo usata come pergamena per la scrittura dei testi sacri malgasci, oggi questa carta viene decorata con fiori e foglie essiccati e utilizzata soprattutto per la realizzazione di souvenir.

Dista 47 km dal Parco nazionale di Andringitra.

Nei pressi di Ambalavao si trova anche la piccola riserva di Anja, dove è facilissimo avvistare i lemuri catta.

 

Mahajanga

Mahajanga (o Majunga) è una città e porto della costa nordoccidentale del Madagascar, capitale della provincia omonima. Si trova alla foce del fiume Betsiboka, nella baia di Bombetoka. Ha una popolazione di 149.863 (stima del 2005 [1]). Il nome "Mahajanga", nella lingua della popolazione locale Antalaotra, significa "città dei fiori".majunga

Nel XVIII secolo, Mahajanga (allora Majunga) fu capitale del Regno di Boina. In seguito, il porto di Mahajanga divenne una delle basi da cui partivano le scorrerie dei pirati Sakalava che assaltavano le isole vicine e la costa africana a caccia di schiavi.

Nel XIX secolo, numerosi documenti attestano l'esistenza di una base commerciale americana nel porto di Mahajanga. Un testo conservato a Salem negli Stati Uniti annuncia la presenza della goletta "Spy" nel porto di Mahajanga in data 18 giugno 1828. Gli interessi commerciali americani si rivolgono soprattutto verso la costa orientale dell'Africa, essendo già il Madagascar disputato tra la Francia e la Gran Bretagna. Un ufficiale di marina francese di nome Guillain riporta circa gli avvenimenti sulla costa ovest che "Il commercio verso l'esterno ha luogo soprattutto con gli americani e Mahajanga è divenuta un importante scalo per navi americane che annualmente commerciano con Zanzibar.[2] Per un certo periodo la regina Ranavalona I aprì al commercio americano, che inoltre non aveva pretese territoriali, soprattutto dopo i fatti avvenuti a Toamasina nel giugno 1845. Alla fine del 1845, nonostante tutto, la regina vietò il commercio anche agli americani fino al maggio 1846. La situazione si normalizzò in seguito agli accordi Ranavalona-Lambert, ma per una vera ripresa si dovrà attendere l'ascensione al trono di Radama II nel 1861[3]

Nel 1895 i francesi usarono Mahajanga come punto di partenza per la spedizione che avrebbe detronizzato la regina Ranavalona III e trasformato il Madagascar in un protettorato.

Nella zona della città crescono i baobab, e il loro legno è uno dei materiali principali con cui sono costruite le case. Lo stile architettonico generale è arabeggiante, e ci sono anche una ventina di moschee, frequentate dalla numerosa comunità locale di musulmani comoriani. All'interno dell'area cittadina si trova un particolare baobab divenuto un simbolo di Mahajanga per la sua eccezionale circonferenza (quasi 22 m).

La popolazione locale vive soprattutto di pesca e agricoltura. Negli ultimi anni, la città sta diventando anche una meta turistica di una certa importanza, inclusa in molti degli itinerari che attraversano il nordovest del paese; ciò si deve soprattutto alle sue spiagge, di un caratteristico colore rosso rubino, e caratterizzate da onde alte adatte al surf e al windsurf.

Mahajanga è sede di una Università.

 

Fort-Dauphin

Tolagnaro, nota anche come Tôlanaro, Taolanaro, Taolagnaro, Tôlagnaro, Tôla, Faradofay, o col vecchio nome coloniale di Fort-Dauphin, è una piccola città della provincia di Toliara, all'estremo sudorientale del Madagascar. È il capoluogo della regione di Anosy. Ha una popolazione di circa 25.000 abitanti.tolagnaro

Tolagnaro viene talvolta definita la "costa azzurra" del Madagascar, e rappresenta un polo turistico opposto a Nosy Be (all'estremo nord). Oltre alle spiagge, Tolagnaro è nota per le rovine portoghesi, le pittoresche tombe dell'etnia Mahafaly, la vegetazione (nella zona sono comuni tra l'altro le piante carnivore e i baobab) e la vicinanza con la celebre riserva naturale di Berenty.

Oggi gran parte della città è nelle mani di Jean de Heaulme, proprietario di diversi alberghi di lusso, della riserva di Berenty e di gran parte del terreno.

La città di Tolagnaro nacque come insediamento europeo. I primi ad accamparsi qui furono un gruppo di naufraghi portoghesi, poi cacciati dalla popolazione locale Antanosy. Nel 1642 giunsero i francesi della Compagnia Francese delle Indie Orientali, con una spedizione guidata da un certo Sieur Pronis, passato alla storia come persona non proprio integerrima. I coloni costruirono nel 1643 l'insediamento che battezzarono "Fort Dauphin" in onore del "Delfino", il principe di Francia, ovvero il futuro Luigi XIV. I coloni (circa un centinaio) non trovarono granché da produrre o commerciare, e soffrirono le malattie tropicali e i rapporti non semplici con gli Antanosy. Nonostante una buona convivenza iniziale (caratterizzata anche da matrimoni fra francesi ed esponenti della nobiltà malgascia), alla fine si giunse al conflitto; dopo uno scontro particolarmente cruento, i francesi sopravvissuti evacuarono, abbandonando definitivamente il forte nel 1674. Uno di questi coloni rimpatriati era Étienne de Flacourt, governatore francese del Madagascar per un breve periodo, a cui si deve l'omonimo Fort Flacourt, di cui restano le rovine. Flacourt è ricordato anche per aver scritto la Storia della grande isola del Madagascar, un libro che rimase fino al XIX secolo una delle principali fonti di informazioni sul Madagascar. Qualche tempo dopo la fuga dei coloni di Pronis, i francesi tornarono a Fort Dauphin per istituirvi un porto per il commercio degli schiavi. Il porto si sviluppò e nel XIX secolo divenne parte della colonia francese in Madagascar.

 

Diego Suarez

Antsiranana (nota fino al 1975 come Diego Suarez e talvolta chiamata "La Perla del Nord") è la più grande città del nord del Madagascar, e capitale della provincia omonima. Il suo porto è il terzo più importante del paese (il nome Antsiranana significa proprio "porto"). È situata all'estremità settentrionale dell'isola, in una baia naturale (la seconda più grande del mondo) chiamata Baia di Antsiranana.diego suarez

L'esploratore portoghese Diego Suárez approdò nella Baia di Antsiranana nel 1543. Nel 1506 vi giunse un altro portoghese, Hernan Suarez, che vi fondò un insediamento, battezzandolo col nome dell'esploratore che lo aveva preceduto.

Riguarda la zona di Antsiranana anche l'ipotetica nazione di Libertalia, una comunità utopico-anarchica che sarebbe stata fondata alla fine del XVII secolo da un prete italiano di nome Angelo Caraccioli e da un pirata francese di nome Misson fondarono ad Antsiranana la comunità di Libertalia. Libertalia avrebbe anticipato di un secolo e mezzo gli stati europei nell'abolizione della schiavitù, per essere poi distrutta dalle popolazioni malgasce limitrofe. Gli studiosi moderni tendono a mettere in dubbio l'esistenza di questa insolita repubblica, citata in Una storia generale dei più noti pirati di Charles Johnson.

Negli anni 1880, i francesi iniziarono a fare pressioni per ottenere il controllo della Baia, allo scopo di costruirvi una stazione di rifornimento di carbone per le navi a vapore. Il 17 settembre del 1885 la regina Ranavalona III concesse ai francesi di prendere la baia e il territorio circostante come protettorato (lo stesso trattato concesse ai francesi anche il controllo di Nosy Be e l'isola di St. Marie). Questa cessione fu di fatto il primo passo verso l'annessione dell'intero Madagascar da parte della Francia.

Nel 1942, quando gli inglesi invasero il Madagascar per prevenire l'occupazione giapponese (in seguito alla caduta della Francia), Antsiranana fu uno dei principali punti d'accesso utilizzati dalle forze britanniche.

A causa della sua posizione e della sua importanza come punto d'ingresso in Madagascar dall'Oceano Indiano, Antsiranana ha una popolazione di origine etnica e culturale estremamente varia. La città conta circa 80.000 abitanti, divisi fra Sakalava, Antakarana, francesi, arabi, cinesi e comoriani. L'architettura della città è coloniale; spiccano in particolare il vecchio mercato coperto e l'Hotel de la Marine. Antsiranana è sede di una Università.

L'economia della città ruota in gran parte attorno all'attività di export che avviene attraverso il porto. Di qui merci come caffè, mais, arachidi, bestiame o sale, provenienti dall'entroterra, vengono imbarcate verso varie destinazioni (la Spagna è una delle principali).

Antsiranana ospita anche molti turisti che fanno tappa in città per visitare i parchi naturali circostanti. La presenza di turisti ha dato un nuovo rilievo a un'altra attività tradizionale di Antsiranana, ovvero la produzione di articoli di artigianato fatti con corna di zebù o con i carapaci di tartaruga.

Nella città si trova anche un aeroporto con voli giornalieri verso la capitale Antananarivo e Nosy Be.

 

Tamatave

Toamasina (precedentemente nota come Tamatave), è una città del Madagascar orientale. È il capoluogo della provincia tamataveomonima, e il più importante porto del paese. Ha una popolazione di 200.568 persone (stima del 2005 [1]).

In lingua malgascia, il nome della città significa "è salato".

La città sorge su una penisola sabbiosa perpendicolare alla costa e affacciata su una laguna delimitata dalla barriera corallina, praticamente sul livello del mare (a 6 m s.l.m.). Sulla penisola sono ammassate un incredibile numero di case e negozi; Bazary Be è uno dei più importanti mercati locali.

Nel periodo della dominazione francese, Toamasina era sede di diversi consolati stranieri e uffici di pubblici ufficiali francesi. Da Toamasina si commerciava con l'Europa ma anche con lo Sri Lanka e Mauritius.

 

Tulear

Tulear è una città bianca e luminosa, dove la pioggia è rara e il sole splende ogni giorno. Il suo charme, con i suoi grandi viali e i coloratissimi pousse pousse saprà sedurvi da che arriverete. Passeggiando lungo le strade del centro scoprirete le antiche ville coloniali con le loro verande coperte di fiori e i grandissimi giardini. Ma scoprirete anche i giovani che corrono in bicilette, le grandi donne che preparano gli spiedini a ogni angolo, i piccoli artigiani chiusi nella loro piccola baracca, i mercati pieni di vita e di colori. O ancora il porto con il via vai di piroghe e golette che portano il pesce pescato il giorno stesso nell immensa barriera corallina che circonda Tulear. Una città ancora autentica ancorata al suo porto e che vive ancora i simbiosi col mare.

Tulear è una città situata sulla costa sudoccidentale del Madagascar, capoluogo della provincia di Toliara e della regione di Atsimo-Andrefana. Ha una popolazione di 113.014 persone. Il porto commerciale della città è un importante snodo per l'import/export di beni come sisal, sapone, cotone, riso e arachidi.tulear

Toliara si trova in un'oasi nel mezzo di una vasta regione desertica. È dotata di un aeroporto e viene talvolta adottata come base dai turisti diretti al Parco Nazionale dell'Isalo, a Ifaty, alla Baia di Saint-Augustin e a Betioki. Nel XVII° secolo, i pirati francesi sbarcarono nella baia di Saint-Augustin presso il tropico del Capricorno e installarono una sede commerciale per intrattenere delle relazioni commerciali con le popolazioni Masikoro (Sakalava) della costa. Ma si dovrà attendere la colonizzazione francese incominciata nel 1895 per vedere un reale sviluppo di Toliara, soprattutto in seguito alla decisione del Governatore generale del Madagascar Joseph Simon Gallieni (1896-1905) di trasferire in un piccolo villaggio di pescatori Vezo tutti gli uffici amministrativi che prima si trovavano sull'antistante isoletta di Nosy Ve.

Toliara (Tulèar, come si chiamava in epoca coloniale) ha subito quindi significative trasformazioni urbanistiche e la creazione di una efficiente rete urbana di strade alternate da viali di tamarindi, il più importante dei quali è il boulevard Gallieni che taglia in due la città separando i quartieri commerciali dal porto. Dopo l'indipendenza nel 1960 il ritmo di crescita è continuato ad aumentare e numerosi sono stati i cittadini francesi che hanno mantenuto in vita le proprie attività commerciali. Inoltre le spiagge incontaminate di Ifaty e di Anakao e il clima secco hanno attirato molti turisti europei, principalmente francesi, incrementando la vocazione turistica della città a discapito di quella industriale. Hanno quindi aperto numerosi ristoranti ed alberghi nelle vecchie villette coloniali, spesso gestiti dalla minoranza "Karana".

 

Fianarantsoa

fianarantsoaDove si impara il bene

Una visita alla città alta

La città di Fianarantsoa è grande e può essere divisa in tre parti distinte. La città alta che è anche la parte più antica , la città nuova che è la parte commerciale, e la zona della stazione che si estende lungo la linea ferroviaria verso il nord. Situato tra la città alta e la città nuova (nel quartiere di "Ambatolahikisoa"), si può vedere un menhir che significava ai tempi che la carne di maiale non poteva oltrepassare questo limite.

Quartiere di Ambozontany

Cattedrale costruita nel 1871 ai piedi del Rova, bella vista dalla piazza sul Lago di Anosy.

Quartiere di Anatirova

Questo è il centro storico della cittàdi Fianarantsoa, precedentemente occupato dal Rova chiamato Ivœnava (dove i morti sono nascosti). Panorama di Fianarantsoa e della regione.

Il Kianjasoa

La piazza o il tribunale di Isoa
Ex roccaforte Betsileo occupata per tanti anni per contenere le incursioni Tanala e Merina ... La vetta, a 1374 m, offre una splendida vista sulla città.
Il nome "Kianjasoa" è data dal dizionario geografico della città "un giorno, mentre i bambini giocavano sulla piazza, un piccolo del villaggio di nome Isoa colpi' il figlio di un principe; furioso, il principe rimprovero' il bambino e gli chiese: "Perché hai colpito Isoa visto che questo posto appartiene a lui?" da quel giorno il posto divenne "La piazza o il tribunale di Isoa" ...

 

Morondava

Le lunghe rive

Capitale del Menabe, Morondava si trova sul delta del fiume omonimo. La città è sempre stata in guerra con il mare ed ha perso 2 km della ricca pianura agricola (Mahamasy e Betsipangnato) in un luogo chiamato "La password Bethania", nello spazio di un secolo e mezzo.

Il canale del Mozambico resta il regno del traffico a vela. Dal Nord e dal Sud le golette sono efficienti mezzi di trasporto nelle vaste aree costiere isolate e inaccessibili via terra. Noce di cocco, rafia, legno, miele selvatico, lastre di cera, secchi prodotti ittici sono tutti raccolti localmente e lasciano permorondava le grandi città occidentali, in attesa di essere trasformati, venduti o esportati.
In cambio, i villaggi della costa sono riforniti con altri beni (sale, zucchero, cherosene, olio, sapone, tessuti, ecc.)che saranno venduti al dettaglio nel "Dokan" (nome del negozio di origine araba ) alle persone del "bush".
L'influenza arabo-islamica, che si sviluppa per secoli lungo le coste dell'Africa e delle Comore, è presente lungo tutta la costa. Così, alcuni operatori economici hanno antenati venuti dallo Yemen, Somalia e l'arcipelago delle Comore. Anche se integrati nei villaggi Sakalava, hanno conservato una parte del loro stile di vita e la loro religione, l'Islam.

Il viale dei baobab (19 Km)
Spettacolare panorama di baobab (Adansonia grandidieri), localmente chiamato "Reniala" all'inizio della strada verso Belo Tsirihibina. (Periodo di fioritura tra febbraio e marzo - fiori gialli)

Tombe Reali Mahabo (42 Km)
Mahabo significa "alto". Questo nome deriva dalle tombe dei re Sakalava Menabe. Nota vicino Mahabo, l'esistenza di maestosi baobab.

Forest Kirindy (ca. 60 km)
Sulla strada che porta a Belo su Tsirihibina.

Luoghi di sepoltura Sakalava Vezo
La visita di questi luoghi di sepoltura è soggetta ad autorizzazione preventiva da parte del governo locale. E 'assolutamente necessario essere accompagnati da una guida per l'ulteriore difficoltà di accesso, molti tabù ( "Fady") proteggono questi siti.

Tombe Mangily
Disponibile solo nella stagione secca a causa della zona paludosa.
Tombe di Ambato sul mare e Kiváló
Accesso possibile solo in barca. Kiváló è il villaggio dell famoso scultore Rasidany.

Tombe Lovobe
(A sud di Morondava) accessibili solo in canoa.

Tombe Maneva

 

Antsirabe

La città d Antsirabe, il cui nome deriva dalla contrazione malgascia di Any sira be, cioè dove c è molto sale ( a causa della presenza di molti sali nelle sue acque termali) è la terza città più grande del Madagascar e in qualche modo quella che riflette di più il gusto architettonico e urbanistico europeo.antsirabe

Nata intorno a un monastero norvegese costruito alla fine del XIX secolo, Antsirabe deve la sua espansione nel periodo coloniale e post coloniale alla presenza di acque termali e al suo clima molto mite e veramente differente da quello che ci si potrebbe aspettare su un isola tropicale come il Madagascar.
Non per altro è conosciuta nell' oceano indiano come la vichy malgascia, in onore alla grande stazione termale francese.

Numerose sono le terme già nel pieno centro di Antsirabe: Ranomafana, dove sorge un centro di cura termale molto conosciuto localmente, Ranovisy, dove è possibile trovare una fontana con dell' acqua frizzante e delle belle piscine, Antsirakely.......

L' altra nota che rende famosa Antsirabe è la presenza di numerose industrie molto conosciute localmente: dal birrificio Star che produce la birra THB per tutto il madagascar, a tutte le industrie tessili che lavorano il cotone sopratutto per l' esportazione, all' industria dell'ex-presidente che lavora nel settore dei  latticini e degli olii alimentari.

Ma la nota più folkloristica è certamente l'onnipresenza nelle strade di Antsirabe dei pousse-pousse, che più che in ogni altra città del Madagascar riempiono le strade e le piazze.

Numerosi sono gli hotel e ristoranti che assicurano un alto livello durante tutto l'anno; in alta stagione e durante le feste è sempre migliore prenotare con molto anticipo.

Qui potete vedere le foto di Antsirabe.

 

 

 

 

Antananarivo

imageLa città dei mille


Antananarivo più familiarmente nota come "Tana" è la capitale del Madagascar. Situata negli altopiani ad un'altitudine media di 1245 m, Antananarivo è il baricentro del Madagascar. Il suo motto è "Ny arivo lahy tsy maty indray andro" o mille uomini non muoiono in un giorno solo...

La vecchia città, che ha stradine fiancheggiate da belle case tradizionali arroccate sulle colline, le cui origini risalgono intorno al XVII secolo, domina la vasta pianura del Betsimitatatra e del Laniera coperte in gran parte dai campi di riso il cui sviluppo e  sistemi di irrigazione sono stati creati da Andrianampoinimerina che governo' l' Imerina dal 1787 al 1810.

L'evoluzione della città

Nonostante i problemi della sua geografia, la città moderna è cresciuta notevolmente dopo gli anni '30.
L'installazione dei ministeri e la costruzione dell 'Hotel Hilton a Anosy, e successivamente il grande stadio Mahamasina , risalente agli anni 70, hanno rafforzato la base dei quartieri della capitale. Il commercio continua  a predominare a Tsaralalana, Analakely e Antanimena, mentre il quartiere Antaninarenina, con i suoi negozi, banche, alberghi, il suo governo e la sua grande animazione è un po 'come il centro della città reale.
Ma qualcosa di straordinario è che la città  ha conservato in alcuni quartieri il suo fascino storico, con le sue costruzioni in mattoni tradizionali, i suoi vicoli ombrosi, strade acciottolate sulle alture delle colline e sui suoi molti angoli, che si riflettono più una città di provincia che una metropoli moderna.

Una città affascinante ...

La sua caratteristica è che il terreno caotico, dove ogni collina è un vero rompicapo per gli autisti e gli urbanisti. Ma la vera sorpresa arriva per contro quando uno si inerpica sulle scalinate e i percorsi che si insinuano tra piccole case decorate con piccoli giardini. Dei gradini sui quali sono installati tutti i tipi di commerci e di mendicanti intenti a fare l elemosina. E sorpresa, proprio vicino al centro una risaia ! Forse non ci resterà ancora per molto, in quanto si trova ad affrontare l'inesorabile sviluppo urbano. Eppure questi piccoli quadrati di colore verde brillante portano con sé ancora il gusto di un piccolo paese e sottolineano che il riso è una tradizione antica in Madagascar.

La Città Alta

Anatirova o Palazzo della Regina. L'incendio di novembre 6, 1995 distrusse quasi tutto il palazzo costruito sul sito del Rova di Antananarivo. Di questo patrimonio culturale, restano solo poche mura annerite dal fuoco. Il palazzo è attualmente in fase di riabilitazione. Possiamo tradurre Rova (pronunciato Rouve ') come accampamento fortificato o fortezza, che era un tempo circondato da una recinzione fatta di pali di legno. E 'stata anche la residenza di un principe o di un re. Situato in cima a una collina o una roccia, la sua posizione ha garantito una posizione di difesa  e di osservazione ideali e  ha permesso di ritirarsi in caso di attacco. Fino alla fine della monarchia, le tombe dei governanti sono state costruite all'interno del Rova.

Guardiola del custode di Rova

La porta di accesso alla Rova è sormontata dallo stemma di "Voromahery" (l'aquila, che è un uccello potente), simbolo del potere reale.

La casa di Jean Laborde

Situato nel quartiere Andohalo, che oggi ospita gli studi di Radio Alliance française e delle mostre culturali. Al suo ritorno dall'esilio, nel 1861, Jean Laborde, che è stato nominato Console di Francia, ha costruito questa casa, completata nel 1862. La concessione di Jean Laborde si affaccia sul quartiere Mahamasina che era allora un terreno per parate militari. Costruita interamente in legno e circondata da una veranda, Jean Laborde amava intrattenere qui i suoi amici.Ha anche costruito nel 1870 un'altra casa vicina, chiamata "Maromiditra" (con un sacco di visitatori), a causa dei suoi innumerevoli ospiti.

Il tempio Ambohipotsy

Costruito nel 1863, questo tempio è stato eretto nel luogo in cui i cristiani malgasci sono stati torturati durante il regno di Ranavalona 1. Questo è opera dell'architetto Poole inglese William, che è stato il primo progettista. L'inaugurazione ha avuto luogo il 17 Novembre 1868 in presenza della regina Ranavalona II e del primo ministro.

Il tempio Ampahamarinana

A ovest del Rova. Si affaccia su Mahamasina

Cattedrale Andohalo

A metà strada per raggiungere il Rova

Cattedrale di Saint Laurent

A Ambohimanoro,sulla strada per andare al Rova

La tomba del Primo Ministro

Si trova nel distretto di Isotry, costruita nel 1835 da Jean Laborde è di ispirazione indù. Si tratta di un monumento al potere del premier che ha governato il paese nel tardo Ottocento (1835-1852 Rainiharo a Rainilaiarivony 1864-1895).

Il palazzo Ambohitsorohitra

In pieno distretto amministrativo vicino Antaninarenina. E' l'ex residenza del governatore. Ora occupata dalla Presidenza della repubblica.

 

Ambositra

Ambositra, capoluogo della regione dell'Amoroni Mania nella provincia di Fianarantsoa, è una graziosa città immersa tra verdeggianti colline conosciuta in Madagascar soprattutto per essere la capitale dell'artigianato in legno e non solo.

Girando tra i viottoli di questa città caratterizzata dalla tipica architettura zafimaniry, potrete vedere centinaia di negozietti che espongono sopratutto oggetti in legno prezioso, sculture, intarsi, bastoni e anche dei vestiti ( sopratutto sciarpe) fatti con una seta selvatica raccolta nella foresta che fa da contorno alla città.

Se avrete l'occasione di fermarvi a mangiare ad Ambositra vi consiglio di non perdervi l'ottimo formaggio fatto nel convento locale e le ancore più buone astici di fiume.

E se avete ancora più tempo vi consiglio di farvi condurre al villaggio di Antoetra a una quarantina di kilometri all'Est di Ambositra; si tratta di un tipico villaggio del popolo Zafimaniry che ha la peculiarità di essere costruito quasi esclusivamente con del legno scolpito con dei motivi tipicamente locali.

Interessanti sono anche i fienili e i depositi di riso riccamenti decorati che si posano su delle travi in legno come se fossero delle piccole palafitte.

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