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Anche il 2013 ha avuto il suo ciclone.
Madagascar è appena stato sfiorato dal ciclone felleng, un ciclone abbastanza importante che è transitato a 300 km dalle coste nord e est del Madagascar tra il 29 gennaio e l inizio di febbraio.
Non lascia danni ingenti visto che l'occhio del ciclone non ha toccato terra, ma ha bloccato per qualche giorno tutte le attività di questa parte del Madagascar.

La precarietà della situazione politica del Madagascar si trascina ormai da più di mezzo secolo. Dall'indipendenza, raggiunta nel 1960, cinque presidenti si sono succeduti e quasi tutte le elezioni (a parte forse quella di Zafy nel 1993 ) sono state segnate de brogli e irregolarità, se non chiaramente da prese di potere coadiuvate dall'esercito.
L'ultima in ordine di tempo è stata nel marzo del 2009, l'ascesa al potere del giovane Andry Rajoelina, che aiutato dall'esercito, da parti dell'opposizione politica e sicuramente dai media (lui stesso è proprietario di una televisione e di parecchie radio), ha saputo guidare una rivolta popolare e mandare in esilio il presidente tycoon Marc Ravalomanana.
La presa di posizione da parte della comunità internazionale, nettamente contraria a questo colpo di stato, ha creato una forte situazione di instabilitàm sia a livello politico, sia a livello economico.
La società malgascia soffre ormai da due anni dei tagli effettuati agli aiuti della comunità internazionale. Per fortuna - nonostante - ciò la situazione non è ancora esplosa e non sono scoppiate rivolte sociali evidenti.
Il resto dell' articolo su http://africaexpress.corriere.it/2012/01/madagascar_ovvero_limpossibili.html
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I malgasci osservano due riti funerari: il primo fa passare l'indivduo dal mondo dei vivi a quello dei morti; il secondo fa entrare il defunto nel mondo degli antenati e installa il suo potere protettore. Questa cerimonia conosce delle varianti regionali, ma le più conosciute sono quelle praticate dai Merina con il nome di Famadihana e quelle praticate dai Sihanaka con il nome di jamà.

Antsahadinta, la valle delle sanguisughe, è una delle dodici colline sacre di Antananarivo. Il nome gli viene dal fatto che fosse infestata di sanguisughe in ragione della forte umidità che vi regna.
La collina è situata a una ventina di chilometri dalla capitale e svetta a 1404 metri d'altitudine. Si possono visitare numerosi monumenti, come il Rova (il palazzo reale), la tomba di Andriamangarira (1725-1775), il primo re fondatore della dinastia e la tomba di Rabodozafimanjaka , una delle spose ufficiali del re Andrianampoinimerina. Chi ama la storia ha di che divertirsi.
L'albero degli innamorati, chiamato anche albero della vita, è in effetti l unione di due alberi differenti, il fico e l'hasina. Bisogna sapere che il fico è un fico strangolatore: un albero che avendo bisogno di molta acqua tende a essere un parassita di altre piante a lui vicine. Di solito il fico uccide l'albero ospite, ma cosa meravigliosa in questo caso i due alberi vivono in perfetta armonia. Questa è la grande attrazione del luogo che richiama molti innamorati che vengono a visitarlo.

Credevamo di sapere ormai quasi tutto sui Baobab di Grandidier, anche il loro stesso numero che estimavamo essere di 50 000. Ma una esplorazione più approfondita sulla base di immagini satellitari permette di affermare che sono più di tre milioni sul territorio malgascio.
My Madagascar nasce dalla mia passione per accompagnare i turisti e fare scoprire Madagascar in una maniera diversa da quella proposta dalle varie agenzie di viaggio italiane.
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